Quando una scelta nasce nella solitudine: restare umani, restare insieme.
XXI Seminario Residenziale
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Cari Lettori, Cari Amici,
con questa pubblicazione vi raccontiamo la storia di Rossella, una storia di dolore, ma anche di speranza.
Parliamo di una ragazza amata dalla sua famiglia e dai suoi coetanei, apparentemente allegra, con una risata fragorosa e contagiosa, che nascondeva però un groviglio interiore di emozioni difficili da riconoscere, sostenere e gestire, pesanti da esprimere, come nuvole cariche di pioggia che faticano a liberarsi del loro carico di acqua.
Di fronte all’epilogo tragico che Rossella ha scelto di dare alla sua vita, si rimane sgomenti e in preda alle domande: cosa le mancava? Perché
lo ha fatto? Cosa avrebbero potuto fare i suoi amici e i suoi familiari per evitarlo? È possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Non ci sono risposte giuste. La depressione è un malanno misterioso e camaleontico, perfettamente in grado di celarsi dietro la routine o dietro sorrisi di circostanza. Per questo, è difficile da individuare e tanto più da sconfiggere - duellare senza un avversario è realisticamente impossibile; però noi adulti in ruolo educativo possiamo cogliere di sorpresa il malessere, arginarlo e mitigarlo, con il ricorso ad un’arma potentissima: l’ascolto.
L’ascolto aperto, quello che non si ferma di fronte alla risposta quasi automatica: “tutto bene”; quello che si dedica anche ai silenzi; quello che si sforza di cogliere i cambiamenti di umore e di atteggiamento, anche le variazioni più impercettibili; quello che si prende cura delle sofferenze, accogliendole, accettandole e affrontandole senza tabù. Ascoltare i nostri figli e i nostri studenti con sincera attenzione, agevolando un percorso quasi maieutico delle emozioni, divenendo le ostetriche dei loro percepiti, ovvero favorendo l’emersione dei sentimenti: solo in questo modo valorizziamo le loro esistenze e mettiamo i bambini e i ragazzi nella condizione più agevole per chiedere aiuto.
Ecco l’altra potente arma per la lotta in favore della vita: l’aiuto e la capacità di chiederlo. Si tratta di una forza che Rossella, così come la nostra Carolina, non hanno riscontrato in sé, ma è tanto potente da sciogliere le nuvole più scure liberandole della pioggia che portano con sé, per poi spazzarle via e dare il “bentornato” al sole.
Ascolto e aiuto insieme costituiscono il nostro esercito, portando la bandiera della fiducia. La richiesta di ascolto e di aiuto è arrivata a Fondazione Carolina dalla famiglia di Rossella, che ha deciso di unirsi a noi nella missione di salvaguardare e tutelare la salute
mentale dei minori, superando stigmi e pregiudizi relativi al supporto psico-sociale: la speranza per superare il dolore.
Il racconto illustrato evita per scelta i dettagli degli accaduti, già ampiamente esposti dalla cronaca locale e nazionale; si concentra invece sul sentire di Rossella, anche sulle ombre che oscuravano le sue emozioni, proiettando la sua storia verso un esito differente, ahinoi solo virtuale: sbrogliare il groviglio che nella realtà l’ha sopraffatta, ricucendo il filo della sua esistenza, spezzato troppo presto.
Perché per trovare la luce che cerchi, devi prima oltrepassare le nuvole.
Ivano Zoppi
Educatore e Segretario generale
FONDAZIONE CAROLINA
Puoi scaricare gratuitamente il fumetto a questo link
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