Quando una scelta nasce nella solitudine: restare umani, restare insieme.
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Dicembre 2003. Qualche giorno prima di Natale, gli scrittori John Gregory Dunne e Joan Didion vedono una banale influenza della loro unica figlia Quintana degenerare prima in polmonite, poi in choc settico. Soltanto qualche giorno più tardi, rientrati da una visita alla figlia ancora grave in ospedale, John e Joan siedono a tavola: all'improvviso l'uomo cade a terra e, in pochi minuti, muore d'infarto. "La vita cambia in fretta", scriverà Joan Didion qualche giorno dopo. Per oltre un anno la vita di Joan Didion è stata schiacciata dalla portata di questi due eventi, e questo libro è il resoconto di quell'anno, del tentativo di venire a patti con il modo repentino in cui la sua vita è stata stravolta. Diventa faticoso allora il dialogo tra la realtà e le strategie che si mettono in atto per accettarla: se per sopportare la malattia della figlia studia testi di medicina, si rende insopportabile alle infermiere dell'ospedale e si rivolge ad amici in cerca di numeri di telefono e indirizzi di ottimi medici, allo stesso tempo si rende conto che la morte e la malattia sono eventi che al di là dal suo controllo la lasciano in preda dei suoi ricordi, e si sorprende a pensare come i bambini: "come se i miei pensieri o i miei desideri avessero il potere di rovesciare la storia dei fatti".
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La resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà. E’ una capacità...
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Cosa vuol dire “Suicidio e legame disperante?”. Come reagiscono le persone alla rottura improvvisa e non voluta di un legame affettivo. S. Freud, dopo aver perso la sua amata...
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Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione al suicidio, una ricorrenza promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Federazione Mondiale per la salute...
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